venerdì 4 dicembre 2009

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martedì 1 dicembre 2009

MinaReti aRMaTi

Da Noi Siamo Chiesa:
Senza minareti, la Svizzera non avrà qualcosa in più ma semplicemente qualcosa in meno. Le mani e le voci islamiche che si tendono verso il cielo e riportano all’orecchio degli umani il richiamo dell’Unico alla preghiera. Non avrebbero deturpato il paesaggio ma lo avrebbero arricchito. Per la verità a quelli già esistenti in Svizzera è fatto divieto di creare "inquinamento acustico" e pertanto costituiscono soltanto arredo di architettura urbana.

Il divieto di edificare minareti "è un ostacolo sulla via dell'integrazione e del dialogo interreligioso nel mutuo rispetto", afferma la Conferenza dei vescovi svizzeri. È mancanza di riconoscimento dei 400mila svizzeri che professano la religione islamica sui 7,5 milioni di abitanti. La scelta del 57,5% della popolazione offende una democrazia che, quando è forte, non si sente minacciata da una torre. Né le altre fedi intimidite perché sanno esprimersi anche tra i simboli degli altri. Né la cultura e le tradizioni stravolte dal momento che l’una e l’altra si impreziosiscono nel corso del tempo. È scritto nella vita dei popoli.

Ma pochi lo hanno saputo: lo stesso giorno gli svizzeri hanno votato anche sulla proposta di vietare l’esportazione di armi. Per la terza volta la proposta è stata bocciata. L'anno scorso la Svizzera ha esportato materiale bellico in 72 paesi per un totale di quasi 722 milioni di franchi.

Ma gli svizzeri hanno deciso che i minareti sono più pericolosi delle armi.

Tra_SecoLo

A Roma vorrebbero intitolare una via a mamma Rosa Berlusconi... Sono i soliti: viscidi, ripiegati, vili, inutili.

De-RisioNe

Che una persona qualunque si senta nella condizione di esprimere una propria opinione e con questa deridere politici e/o magistratura mi sembra normale, è un diritto salvaguardato dalla libertà d'opinione.
Quando però un presidente di una regione si sente in diritto di convocare una conferenza stampa per deridere un provvedimento di garanzia a lui notificato, lo trovo una mancanza di rispetto verso lo Stato, verso i cittadini che lo compongono.
Un potere dello Stato che ne deride un altro mentre quest'ultimo sta agendo a salvaguardia dei cittadini (in questo caso si parla di salute non di pizza o oil, e anche questo non sarebbe a caso visti i precedenti dell'Illustrissimo Formigoni).
Ma forse questi comportamenti rientrano nella fase di dissoluzione delle Istituzioni, usate per fare soldi (in Lombardia più che mai vedasi Compagnia delle Opere), per occupare posti di prestigio (in Lombardia più che mai vedasi i nominati per le Fondazioni degli Ospedali pubblici), per esigenze elettorali (vedasi croci all'interno del tricolore), per potere (vedasi nomine doppie, triple e chi più ne ha più ne metta).
E così ci avviamo alla rielezione dell'imperatore della Regione Lombardia senza che questi abbia saputo incidere nella vita dei propri Sudditi (se non in quella sei sudditi a lui Amici) e senza che siano state attuate politiche di riduzione del traffico, per il miglioramento dei trasporti pubblici, per il miglioramento della sanità (sempre che il continuo aumento delle elargizioni ai suoi Amici Sanitari a discapito della sanità pubblica non siano interpretate come miglioramento per tutti).

lunedì 30 novembre 2009

RiTaRdo da NuCLeaRe

Il Governo pensa di riproporre, anzi vuole riproporre, la distribuzione di energia elettrica attraverso la costruzione di centrali nucleari costruite sul suolo italico.
Loro pensano al nucleare, il resto del mondo evoluto pensa alla produzione di energia elettrica attraverso gli impianti che sfruttano le fonti rinnovabili.
Che il futuro sia questo lo dimostrano i passi vanti compiuti dalle tecnologie, i costi di produzione che sono sempre più convenienti rispetto al nucleare, i pareri dei massimi esperti nel settore.
Ma Loro vanno avanti imperterriti impegnandoci fino al 2020 con le loro baggianate, con le loro battaglie di retrovia, come se il nostro futuro debba essere il loro passato. Mi immagino che queste decisioni siano assunte sulla spinta di interessi particolari, se fosse solo strategia energetica sarebbe l'ennesima dimostrazione della Follia al Potere.

martedì 24 novembre 2009

SaCroSaNte VeRità!



aCqUA e SoRdi

Torniamo all'acqua, anche se con un giorno di ritardo sulla pubblicazione dell'articolo de La Stampa, giusto come promemoria, giusto per ricordarsi che dopo aver riempito i propri conti correnti bancari con l'editoria, la grande distribuzione, la mobilità, le comunicazioni, etc. adesso puntano dritti sui servizi pubblici. Non basta più piazzare i propri amici a capo degli enti che li gestiscono, meglio acquisirli e guadagnarci direttamente.
Questi che ci governano sono senza scrupoli e senza freni.
A questi Fetenti bisogna togliere il giocattolo, prima che lo rompano definitivamente e a nostre spese. L'ACQUA NON SI TOCCA!

martedì 17 novembre 2009

se ToCCano L'aCquA...

...Meritano di scottarsi!
Con l'acqua e il diritto ad averla come bene primario non si scherza.
Mentre fanno fumo con le solite baggianate, si appropriano dell'acqua.
Considerato l'approccio clientelare e affaristico personale dei servizi pubblici con i quali caratterizzano le loro amministrazioni centrodestrorse anche qui in Brianza, mi immagino che già qualcuno dei loro accoliti imprenditori furbastri abbia già pensato di fare i dané con l'acqua.
E' il caso di farsi sentire? Credo proprio di sì!

riCeRca e aliTaglia

In questa nazione di bigotti e mentecatti ci si preoccupa così tanto della Vita che si lasciano morire i bimbi per assenza di ricerca e di fondi per curarli. Ma l'importante è salvare Alitalia...
Qui Ignazio Marino intervistato da Il Fatto Quotidiano.

venerdì 13 novembre 2009

Che LiBeRtà sia!

Vuole restare libero? Vuole restare con la fedina penale pulita? Non vuole essere condannato? Vuole continuare a moltiplicare la propria ricchezza? Vuole che la magistratura smetta di indagare su di lui? Perfetto! E' giusto, giustissimo.
Propongo di approvare all'unanimità una legge con un solo articolo che recita: "Il cavalier Silvio Berlusconi ha diritto all'immunità".
Poi però pretendiamo che si smetta di badare ai suoi interessi, di promulgare leggi, lodi, regolamentazioni perché possa farsi gli affari suoi. pretendiamo che i partiti d'opposizione si occupino anche di noi e non solo di Lui.
E' devastante per questa democrazia l'immobilismo che la blocca. Tutto è fermo.
Passano le crisi economiche, della borsa, del lavoro, dell'industria. Tutto è in difficoltà, ma il governo e il Parlamento sono bloccati per esaminare provvedimenti che riguardano solo Quello.
Mentre accade tutto ciò, i due maggiori partiti di opposizione sono alle prese con diatribe interne, uno alla ricerca di un equilibrio post primarie (tutto da trovare), l'altro alla ricerca della costruzione di un vero partito che soppianti l'attuale movimento personale.
Siamo in balia degli eventi, o meglio: siamo in balia di mister B. e dei suoi interessi personali.
Forse è il caso di prendere in mano la situazione in autonomia, senza aspettare che siano i partiti d'opposizione a fare il loro lavoro. E' il caso che ognuno difenda la propria libertà e il proprio diritto a vederla rispettata.
Come accadde l 30 aprile del 1993, armiamoci di monetine e diamo sfogo al nostro dissenso! (Badate bene, anche in quel caso il "Soggetto" si riteneva un perseguitato).